Un murales che parla alla comunità
Chiara Pini, in arte @kikionthewall, ha firmato il volto della nuova facciata di PASS a completamento della parete del Polo che affaccia su Via Roma.
L'opera è stata realizzata grazie alla raccolta fondi promossa dalla famiglia di Luca S., un ragazzo che ha scelto di togliersi la vita.
Attorno a questa iniziativa si è stretta una comunità composta da familiari, amici e persone che hanno voluto trasformare il dolore in un messaggio di vicinanza, memoria e responsabilità condivisa.
Non si tratta di un monumento al dolore, ma un invito a guardare con maggiore attenzione ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, il disagio, il bisogno di ascolto.
Abbiamo scelto di realizzare quest’opera sulla facciata dell’edificio che ospita infatti luoghi che ogni giorno lavorano a fianco di adolescenti e famiglie.
Al piano terra ha infatti sede Arcana, di Open Group, una comunità educativa che accoglie adolescenti e preadolescenti con difficoltà psicologiche, relazionali e comportamentali, offrendo percorsi educativi e psicologici fortemente integrati con i servizi territoriali per prevenire situazioni di maggiore fragilità.
A partire dal 2027 al primo piano invece Fondazione PASS inaugurerà un luogo pensato per accogliere, ascoltare e accompagnare ragazze, ragazzi e famiglie attraverso opportunità educative, culturali e di promozione del benessere psicologico.
Crediamo che questa opera non rappresenti soltanto un ricordo per noi si tratta di una dichiarazione d'intenti.
Ci ricorda che parlare di salute mentale significa costruire luoghi in cui ci si possa sentire meno soli, quando il dolore sembra troppo grande da affrontare, luoghi capaci di generare relazioni, ascolto e possibilità di futuro per chi fatica a vederne.


Il saluto a Luca
Luca è stato figlio, fratello, amico, e un compagno eccezionale. Lo abbiamo voluto raffigurare nel murales su una bicicletta.
Chi lo ha conosciuto sa quanto la bicicletta racconti di lui e di una delle sue grandi passioni. E anche se non è stato possibile vestirlo con una maglia rossoblù, non possiamo non ricordare un’altra sua grande passione — per non dire una vera e propria fede — per il Bologna, che Luca viveva con quell’entusiasmo che i suoi amici conoscevano bene.
Il dolore rimane ed è qualcosa che appartiene prima di tutto a chi gli ha voluto davvero bene. Ma trasformare una parte di quel dolore in qualcosa di visibile per tutti, significa fare in modo che il ricordo non rimanga chiuso soltanto dentro di noi. Vorremmo che il murales fosse un segno vivo, capace di raccontare Luca anche a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo.
La bicicletta, però, per noi oggi racconta anche qualcosa in più, e che ci ha insegnato proprio Luca. Pedalare significa andare avanti, attraversare salite e discese, momenti in cui tutto sembra più leggero e altri in cui ogni metro richiede fatica. Un po’ come nella vita. A volte si perde l’equilibrio, a volte ci si ferma, altre volte si ha bisogno di qualcuno accanto per riuscire a ripartire.
Oggi Luca è ancora quel ragazzo sulla bicicletta che continua a pedalare per le vie del centro di San Lazzaro.
Gli Amici del Baffo
